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Rischio incendio di interfaccia

Per interfaccia urbano rurale si definiscono quelle zone nelle quali l’interconnessione tra strutture antropiche e aree naturali è molto stretta.
In generale si distinguono tre differenti configurazioni di contiguità e contatto tra aree con dominante presenza vegetale ed aree antropizzate:

  • Interfaccia classica: frammistione fra strutture ravvicinate tra loro e la vegetazione.
  • Interfaccia mista: presenza di molte strutture isolate e sparse nell'ambito di territorio ricoperto da vegetazione combustibile.
  • Interfaccia occlusa: zone con vegetazione combustibile limitate e circondate da strutture prevalentemente urbane.

Un tale incendio può avere un’origine sia prossima all'insediamento urbano, che remota – in quanto di provenienza propriamente boschiva - per poi riguardare le zone di interfaccia.
Il primo passo per valutare il rischio incendio di interfaccia è la perimetrazione di tale fascia di interfaccia, ossia della fascia di contiguità tra le strutture antropiche e la vegetazione ad essa adiacente esposte al contatto con i sopravvenienti fronti di fuoco. In via di approssimazione la larghezza di tale fascia è di 50 metri.
Successivamente si traccerà intorno a tale fascia un’ulteriore fascia di contorno, detta fascia perimetrale, di larghezza pari a 200 metri. Tale fascia sarà utilizzata per la valutazione sia della pericolosità che delle fasi di allerta da porre in essere così come descritto nelle procedure di allertamento nel capitolo 5.2.
La perimetrazione delle suddette fasce è visibile nell’allegato 1.A. del Piano di protezione civile.

Una volta provveduto a questa fase, si passa a quella successiva che prevede la valutazione della pericolosità della zona presa in esame. Questa tiene conto di vari fattori quali:

  • Il tipo di vegetazione: le formazioni vegetali hanno comportamenti diversi nei confronti dell’evoluzione degli incendi a seconda del tipo di specie presenti, della loro mescolanza, della stratificazione verticale dei popolamenti e delle condizioni fitosanitarie.
  • La densità della vegetazione: rappresenta il carico di combustibile presente che contribuisce a determinare l’intensità e la velocità dei fronti di fiamma.
  • La pendenza del territorio: la pendenza del terreno ha effetti sulla velocità di propagazione dell’incendio: il calore salendo preriscalda la vegetazione sovrastante, favorisce la perdita di umidità dei tessuti, facilita in pratica l’avanzamento dell’incendio verso le zone più alte.
  • Il tipo di contatto esistente tra aree urbane e boscate: contatti con aree boscate o incolte senza soluzione di continuità influiscono in maniera determinante sulla pericolosità dell’evento, comportando velocità di propagazione ben diverse.
  • Se vi sono stati incendi pregressi: particolare attenzione è stata posta alla serie storica degli incendi pregressi che hanno interessato il nucleo insediativo e la relativa distanza a cui sono stati fermati. Maggior peso è stato attribuito a quegli incendi che si sono avvicinati con una distanza inferiore ai 100 metri dagli insediamenti.
  • La classificazione AIB della zona: classificazione dei comuni per classi di rischio, contenuta nel piano regionale di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi redatta ai sensi della 353/2000.

Tutto questo è stato valutato e il risultato ottenuto è visibile nell'allegato 1.B.

Si passa così a valutare la vulnerabilità, ossia si considerano tutti gli esposti presenti nella fascia di interfaccia che potrebbero essere interessati direttamente dal fronte del fuoco (allegato 1.C) e infine si incrociano tutti i dati di pericolosità e vulnerabilità ottenendo così la classificazione del rischio incendio di interfaccia (Allegato 1.D).

Il Comune di Poggiardo, secondo il piano di prevenzione incendi della Regione Puglia, è classificato a rischio medio. La sua posizione geografica a ridosso della Serra di Poggiardo e la presenza di aree boscate sia pubbliche che private sono fattori di rischio evidenti per l’innesco e la propagazione degli incendi.
Nell'elaborazione della cartografia del rischio incendi di interfaccia, sono risultate a rischio R4 le seguenti zone:

  • La zona OVEST del perimetro di Vaste a ridosso con la SP158 a causa degli edifici a ridosso di aree a densa vegetazione.
  • La zona delle Neviere nel perimetro a SUD, dove troviamo edifici civili a contatto con un’area boscata di lecci.
  • Gli edificati a ridosso della Serra di Poggiardo e nell'area delle vecchie cave (Zona Tagliate) a causa della pendenza e la densità della vegetazione.

Nell'Allegato 8 sono state censite tutte le aree boscate ricadenti nel territorio di Poggiardo, sia pubbliche che private. In ogni scheda abbiamo i seguenti dati: denominazione, nomi e contatti del proprietario, dimensione, tipo e densità di vegetazione, vie di accesso per i soccorsi e la cartografia dell’area interessata.

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